Messina la città nuova dal liberty al razionalistmo

Quello proposto è un breve itinerario nel sito della Messina nuova, risorta dopo il sisma del 1908, palazzi eclettici storicamente e stilisticamente collocabili tra il tardo Liberty fino al Razionalismo. Per brevità sono stati selezionati alcuni palazzi tralasciandone altri altrettanto interessanti. L’intento dei ricostruttori fu quello di dare prestigio a edifici altrimenti condizionati nelle proporzioni dalla rigida normativa antisismica (non più di dodici metri d’altezza). Coppedè, Piacentini, Basile, Autore, Bazzani, Puglisi-Allegra, Calandra, Mallandrino, Vinci, In- terdonato, Botto, Viola, sono solo alcuni nomi di una più vasta schiera di professionisti che in meno di trent’anni, tra il 1910 e il 1940, ricostruirono radicalmente la città dello Stretto. L’utilizzo delle “casseforme” consentì il decoro con malta cementizia delle facciate di edifici che, per legge, non potevano utilizzare nella scultura materiali lapidei, se non nel basamento. Interessante e diffuso risulta altresì il decoro delle pareti esterne a grafito policromo, come pure il ricorso al ferro battuto per cancelli e balaustre. Un insieme di tecniche costruttive che fa delle case di Messina un fenomeno pressoché unico, laddove si ricordi che un’intera città venne ricostruita nell’arco di una sola generazione. Inserite nel nuovo contesto urbano, restano le reliquie di un passato plurimillenario (Fontane, Statue, Teatro, Chiese qui indicate con bandierina verde), perché è bene ricordare, che l’insediamento umano a Messina risale al tardo neolitico. Nell’età del bronzo (XVIII – XIII sec. a.C.) l’abitato preistorico occupava il medesimo spazio definito dal percorso qui proposto (le odierne Via Garibaldi, Via Cannizzaro e Via Cavour), una continuità strettamente correlata al ruolo ineludibile svolto dal Porto falcato, dal tempo degli Argonauti a quello attuale dei Croceristi, quattromila anni di storia, di arte, tradizioni e cultura, come conferma una visita al nostro grande Museo interdisciplinare, famoso per le opere di Antonello e Caravaggio.

Franz Riccobono

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1. Palazzo del Governo
Palazzo del Governo (1914) di Cesare Bazzini. Nel prospetto presenta motivi ispirati allo stile Liberty, specie nelle cancellate. Sul retro i resti della chiesa di San Giovanni di Malta (XVI Sec.) ed il sacrario di San Placido.
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2. Is. 409 (VI comparto) Palazzo Loteta (1916) Arch. Gino Coppedè.
I comparti V e VII a seguire verso nord furono realizzati dall’Ing. Vincenzo Vinci a cui si deve il II Comparto dell’Is. 410, Palazzo Carrozza, prospiciente su piazza Prefettura.
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3. Fonte del Nettuno
Fonte del Nettuno (1557) opera di Giovanangelo Montorsoli, esalta i miti locali del mare, rappresentati da Scilla e Cariddi.
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4. Statua colossale di Re Ferdinando II di Borbone
Statua colossale di Re Ferdinando II di Borbone, benemerito per la riapertura a Messina dell’Università degli Studi (1838), del Teatro S. Elisabetta (1852), oggi Vittorio Emanuele, e la concessione del Porto Franco (1849). L’opera, di Pietro Tenerani, venne fusa a Monaco di Baviera nel 1857.
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5. Monumento agli Eroici Marinai Russi
Monumento agli Eroici Marinai Russi realizzato su bozzetto di Pietro Kufferle nel 2012, dono della Confederazione Russa.
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6. Is. 387 - Edificio della Capitaneria di Porto - Guardia Costiera
Is. 387 - Edificio della Capitaneria di Porto - Guardia Costiera. Progetto dell’Ing. Antonio Ricciardi con motivi decorativi legati al mare.
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7. Is. 367 - Palazzo Vaccarino
Is. 367 - Palazzo Vaccarino tra Via M. Aspa e Via A. Laudamo. Ing. Gaetano Bonanno, in stile neorinascimentale.
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8. Is. 340 - Teatro Vittorio Emanuele
Is. 340 - Teatro Vittorio Emanuele (già S. Elisabetta) Arch. Pietro Valenti (1852) sventrato e ricostruito nel 1980.
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9. Is. 339 (I Comparto)
9. Is. 339 (I Comparto) - Tra Via Pozzoleone e Via Cavalieri della Stella - Arch. Giovanbattista Peresutti, con decoro a rilievo neobarocco.
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10. Is. 331
Is. 331 - Prospiciente piazza Municipio, riproduce nella facciata il disegno della Palazzata del Minutoli (1805).
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11. Is. 324 - Palazzo Comunale
Is. 324 - Palazzo Comunale - Arch. Antonio Zanca iniziato nel 1912 terminato nel 1937. Stile Eclettico.
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12. Monumento ai Caduti.
Monumento ai Caduti. Opera di Giovanni Nicolini del 1936.
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13. Palazzo Littorio
Palazzo Littorio - Ing. Guido Viola (1937). Interamente rivestito di marmi e travertino, poi in gran parte eliminate le sculture originali, in stile razionalista.
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14. Is. 319 - Largo San Giacomo e Palazzo Waighert
Is. 319 - Largo San Giacomo e Palazzo Waighert su via Argentieri/Consolato del mare - Studio Coppedè.
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15. Is. 314
Is. 314 -Vie Garibaldi - Battisti - Castellamare. Decoro dei prospetti di Coppedè, progetto Ing. Giuseppe Mallandrino (1918). E’ il più articolato repertorio di motivi decorativi di ispirazione medievale.
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16. Chiesa della SS. Annunziata dei Catalani
Chiesa della SS. Annunziata dei Catalani - XIII Secolo. La quota ribassata corrisponde al livello stradale della città preterremoto.
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17. Is. 312 - Palazzo Cerruti
Is. 312 - Palazzo Cerruti - studio Coppedè (1916) - I prospetti, un tempo ricchi di decori a rilievo e grafiti, risultano scarnificati a seguito dei bombardamenti del 1943.
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18. Palazzo del Banco di Sicilia
18. Palazzo del Banco di Sicilia - Arch. Camillo Autore (1935). Fu il primo edificio della nuova Cortina del Porto, a cerniera tra Via Garibaldi e Via I Settembre.
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19. Is. 305 - (III Comparto) Palazzo Arcivescovile
Is. 305 - (III Comparto) Palazzo Arcivescovile - Ing. Enrico Fleres (1915) con decori a soggetto religioso.
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20. Is. 297/A - Palazzo Banco di Roma
Is. 297/A - Palazzo Banco di Roma - Ing. Giovan Battista Peresutti - caratterizzato dal disegno neorinascimentale.
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21. Is. 297 - Palazzo Cassa di Risparmio V. E.
Is. 297 - Palazzo Cassa di Risparmio V. E. - Arch. Ernesto Basile (1926) con retrostanti resti di S. Maria degli Alemanni (XII Secolo).
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22. Is. 283 - Chiesa di S. Caterina Valverde
Is. 283 - Chiesa di S. Caterina Valverde - Arch. Cesare Bazzani (1929) con all’interno preziose opere a tarsia marmorea del XVII e XVIII Secolo.
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23. Is. 284
Is. 284 - Angolo via Garibaldi, Via S. Elia - Ing. Pietro Interdonato (1916), risulta nei prospetti il più aderente allo stile floreale (secondo piano sopraelevato successivamente).
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24. Is.227 - Palazzo Iannello
Is.227 - Palazzo Iannello - Ing. Giuseppe Mallandrino (1912), in origine più ricco di decori, perduti a seguito dei bombardamenti del 1943.
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25. Is. 271 - Palazzo Forestale e Monopoli di Stato
Is. 271 - Palazzo Forestale e Monopoli di Stato - Arch. Cesare Bazzani e Ing. Vincenzo Salvadore (1926).
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26. Is. 268 - Università degli Studi
Is. 268 - Università degli Studi - Arch. Giuseppe Botto (1912 - 1928). I corpi laterali furono soprelevati nel secondo dopoguerra.
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27. Is. 216 - Palazzo di Giustizia
Is. 216 - Palazzo di Giustizia - Arch. Marcello Piacentini (1912 - 1928). Le colonne all’ingresso sono in pietra di Mandanici in deroga alla normativa antisismica del tempo.
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28. Is. 215 - Palazzo degli Ufficiali
Is. 215 - Palazzo degli Ufficiali - Ing. A. Ricciardi.
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29. Is. 306 - Liceo Maurolico
29. Is. 306 - Liceo Maurolico - Ing. Pietro Interdonato (1924), ornato da sculture a rilievo sul lato di Via della Zecca.
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30. Is. 307 IV Comparto
30. Is. 307 IV Comparto - Angolo Via della Zecca - Arch. Gino Coppedè, con tipica tettoia aggettante e decori a grafito.
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31. Is. 307 VI comparto
31. Is. 307 VI comparto, angolo Piazza Duomo - Ing. Pietro Interdonato (1920), con decori a grafito e figure a rilievo.
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32. Is. 317 - Palazzo delle Poste
32. Is. 317 - Palazzo delle Poste - Arch. Mariani - tra i primi a essere ricostruito (1912).
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33. Is. 315- Palazzo della Provincia
33. Is. 315- Palazzo della Provincia - Ing. Alessandro Giunta (1914/1918).
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34. Is. 323 - Galleria Vittorio Emanuele
34. Is. 323 - Galleria Vittorio Emanuele - Arch. Camillo Puglisi Allegra (1929), tra i più eleganti edifici cittadini, con mosaici, sculture, ferro battuto e vetrate in stile eclettico.
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35. Is. 328 - Palazzo Natoli
35. Is. 328 - Palazzo Natoli - Ing. Gaetano Bonanno – dal rigido disegno neoclassico (1922).
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36. Is. 329 Palazzo Rosa o di Marmo
36. Is. 329 Palazzo Rosa o di Marmo - Arch. Camillo Puglisi Allegra di stile Razionalista, con decori nella facciata e ferri battuti.
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37. Is 328 Comp. A2
37. Is 328 Comp. A2 - Chiesa S. Antonio Abate - Ing. F. Barbaro (1927), a pianta centrale e all’interno affreschi di Salvatore De Pasquale e marmi settecenteschi.
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38. Is. 340 - Sala Laudamo
38. Is. 340 - Sala Laudamo - Ing. Vincenzo Vinci (1912), fu tra i primi edifici pubblici ricostruiti, di decori liberty all’interno.
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39. Palazzo Viola
39. Palazzo Viola (Is. 370 III comp.) - Ing. Guido Viola (1922), ricco di decori eclettici a rilievo.
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